La zonazione del Bardolino
Lo studio dei molteplici fattori che legano il vitigno all’ambiente consentendogli di estrinsecare compiutamente le proprie potenzialità genetiche avviene grazie a un metodo integrato e interdisciplinare che è in grado di individuare e mostrare la sequenza dei fattori naturali dell’effetto terroir.
Questa metodologia è chiamata zonazione viticola.
Il progetto di zonazione del Bardolino, fortemente voluto dal Consorzio di tutela del Bardolino, è stato realizzato fra il 2002 e il 2007 con l’aiuto di Veneto Agricoltura, con il coordinamento scientifico dell’Università degli Studi di Milano e con la collaborazione della Provincia di Verona attraverso il Centro per la Sperimentazione in Viticoltura di San Floriano (Verona).
Dal punto di vista metodologico, la zonazione del Bardolino è stato un progetto territoriale interdisciplinare che si è articolato in quattro anni di attività durante i quali sono studiati i vitigni più rappresentativi: la Corvina e la Rondinella.
L’attività svolta ha permesso di pubblicare il manuale d’uso del territorio che vuole essere di aiuto ai produttori del Bardolino, fornendo importanti indicazioni sia tecniche che agronomiche e aiutando nella scelta dei vitigni, dei cloni e dei portinnesti, in funzione della localizzazione del nuovo vigneto all’interno del territorio del Bardolino.
La zonazione rappresenta il punto di partenza verso l’identificazione delle macro e microaree omogenee che compongono il territorio del Bardolino, ognuna delle quali sarà caratterizzata da un particolare terreno, clima e caratteristiche dei vini ben identificabili per profumi e sapori unici di quella zona.
L’individuazione di sei aree affini del territorio, infine, sarà un punto di forza per la nuova immagine del Bardolino che andremo a promuovere in futuro.
I risultati dell'indagine sono confluiti nel volume "La zonazione del Bardolino. Manuale d'uso del territorio", disponibile, fino ad esaurimento delle scorte, presso la sede del Consorzio di tutela del Bardolino.
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