HomeRassegna stampa • 17 nov 13

Il Bardolino Novello sul quotidiano L’Arena

Immagine 1Il quotidiano L’Arena dedica nelle sue pagine dell’economia un servizio al vino Novello e alla diversificazione produttiva che esiste fra i generici vini NOvelli e i vini come il Bardolino NOvello, integralmente prodotto con il processo della macerazione carbonica delle uve. L’articolo è firmato da Elisa Costanzo. Questo il testo: “Novello: morte di un vino giovane? Fino a qualche anno fa si doveva attendere il 6 novembre, ora invece è sugli scaffali già dal 30 ottobre, lo si produce in quasi tutta Italia, ma è stata quella del Bardolino la prima doc italiana, nel 1987 a prevederlo e ad ottenere la fascetta che indica la denominazione e quasi il 50% della produzione nazionale arriva dal Veneto. Il Bardolino Novello – frutto dall’uvaggio tradizionale di corvina, rondinella e molinara che sta alla base dello stesso vino che viene prodotto sulle sponde del lago – è caratterizzato da un colore rosso rubino chiaro, un profumo intenso e fruttato, un sapore asciutto, sapido, leggermente acidulo, fresco e talvolta leggermente frizzante. Negli ultimi anni c’è stata una progressiva e drastica riduzione dei consumi e della produzione, ormai limitata ad una manciata di aziende nel Veronese, nonostante il Bardolino Novello resti, tuttora, uno dei pochissimi Novelli italiani prodotti totalmente e integralmente con il metodo della macerazione carbonica (la tecnica, che permette di estrarre al meglio gli aromi dell´uva, consiste nel mettere a fermentare i grappoli di uva interi in un serbatoio ermetico saturo di anidride carbonica). C’è chi imputa questa riduzione ad un calo del consumo di vino in generale e chi ad un disamoramento nei confronti del Novello, ma in realtà sembrerebbe essere più una questione di disciplinare. «Per avere un buon Novello è essenziale utilizzare esclusivamente il metodo della macerazione carbonica delle uve, come si fa in Italia per il Bardolino e in Francia per il Beaujolais Nouveau», commenta Angelo Peretti, direttore del Consorzio di tutela del Bardolino. «Purtroppo, la normativa italiana prevede che per fare un Novello si possa utilizzare questa tecnica, naturale e molto costosa, anche solo per il 40% del vino, e negli anni scorsi la percentuale era ancora più bassa».  «Questa situazione paradossale», aggiunge Peretti, «ha penalizzato e continua a penalizzare il Novello di qualità, consentendo di mettere in commercio a basso costo vini che nulla hanno a che spartire con la miglior tradizione del Novello, a danno di chi, come nel caso del Bardolino, la rispetta invece fedelmente».”

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