Geografia

L’inquadramento geografico dell’area
di produzione del Bardolino

mappa_bardolinoL’area di produzione del Bardolino occupa gran parte del settore veneto dell’anfiteatro morenico del lago di Garda e, con l’eccezione di una porzione del comune di Peschiera del Garda, il Mincio ne costituisce il limite territoriale occidentale.

Il territorio della doc Bardolino comprende, a sud, il cordone morenico più esterno e rilevato includendo anche alcuni tratti della piana fluvioglaciale antistante, risale poi la medesima cerchia morenica verso nord arrivando a entrare nella valle dell’Adige poco a ovest di Bussolengo seguendo poi il corso del fiume sino alla frazione Canale in comune di Rivoli Veronese.
Successivamente il confine percorre l’alta scarpata rocciosa della valle stessa, piegando verso ovest all’altezza della frazione Vezzane di Caprino Veronese, mantenendosi poi entro le pendici del gruppo del Baldo a un’altezza di circa 550 m s.l.m. per scendere infine verso il lago all’altezza di Torri del Benaco.

Così delimitata, la doc comprende anche, oltre all’areale dell’anfiteatro morenico – costituito da depositi glaciali incoerenti –, vasti affi oramenti rocciosi nel settore nord, sia lungo la scarpata dell’Adige che alle falde del Monte Baldo, con altre maggiori emergenze rocciose alla Rocca Vecchia di Garda e al Monte Moscal.

Il paesaggio morenico nel settore centro-meridionale si presenta caratterizzato da una fitta serie di colline allungate, separate talora da strette vallecole o da ampie piane ghiaiose, con dislivelli generalmente compresi entro 50-100 m. In molti punti le cerchie risultano talmente addossate da generare depressioni chiuse, buona parte delle quali ha ospitato piccole torbiere.

Le ondulazioni divengono molto più significative nel settore nord, nel quale alla presenza di affioramenti rocciosi si sommano anche i depositi connessi alla piccola lingua glaciale che scendeva lungo la valle dell’Adige e che ha generato un proprio anfiteatro morenico, compreso tra Affi e Caprino Veronese, detto “di Rivoli Veronese”.

In questa zona un’ampia piana fluvioglaciale separa i due apparati morenici, oltre a delimitare le pendici dei primi versanti del Monte Baldo.

Questi ultimi sono tuttavia rivestiti per buona parte dell’area compresa nella doc da depositi glaciali antichi, lasciati da discese del ghiacciaio evidentemente molto più consistenti di quelle che hanno costruito i due anfiteatri attualmente osservabili.

panoramica

L’area doc comprende per intero il territorio dei comuni di Garda, Bardolino, Affi , Cavaion Veronese, Pastrengo, Lazise, Castelnuovo del Garda, e pro parte quello di Torri del Benaco, Costermano, Caprino Veronese, Rivoli Veronese, Bussolengo, Sona, Peschiera del Garda, Sommacampagna, Valeggio sul Mincio.

Le pianure sono coltivate a seminativo e a vigneto, e in zona collinare prevale il vigneto accompagnato da oliveti, seminativi ed erbai. Laddove le pendenze divengono severe e in presenza di substrato roccioso, prevalgono i boschi di latifoglie. La maggior parte delle aree in forte pendenza su substrato morenico sono state gradonate nel corso del tempo.

Interventi di questo tipo si ritrovano anche in aree detritiche al bordo dei rilievi su substrato roccioso, e persino in aree a suoli molto sottili su roccia; la maggior parte di queste posizioni sono state tuttavia abbandonate negli ultimi decenni e vengono più o meno velocemente rioccupate dal bosco.

Tratto da “La zonazione del Bardolino. Manuale d’uso del territorio”
a cura di Attilio Scienza, Luca Toninato, Enzo Corazzina, Luigi Mariani, Rodolfo Minelli, Alberto Marangon, Emanuele Tosi, Riccardo Pastore
Veneto Agricoltura, Venezia 2008


vedi anche:

i suoli
la strada del vino
la zonazione

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