
Articolo dedicato al Novello sulle pagine dell'Economia del quotidiano L'Arena oggi 1 novembre.
L'articolo dice così: "É sugli scaffali dal 30 ottobre e si produce in quasi tutta Italia ma,
in realtà, è stata quella del Bardolino la prima doc italiana, nel 1987 a
prevedere il vino Novello e a ottenere la fascetta. Frutto dall´uvaggio
tradizionale di corvina, rondinella e molinara, che sta alla base dello
stesso Bardolino, è caratterizzato da un colore rosso rubino chiaro, un
profumo intenso e fruttato, un sapore asciutto, sapido, leggermente
acidulo, fresco e talvolta leggermente frizzante.
Negli ultimi anni
però c´è stata una progressiva e drastica riduzione della produzione,
ormai limitata ad una manciata di aziende nel Veronese, nonostante il
Bardolino Novello resti, tuttora, uno dei pochissimi Novelli italiani
prodotti totalmente integralmente con la macerazione carbonica (la
tecnica, che permette di estrarre al meglio gli aromi dell´uva, consiste
nel mettere a fermentare i grappoli di uva interi in un serbatoio
ermetico saturo di anidride carbonica).
«L´eccessiva libertà di
manovra che la legge lascia ad altri territori va a danneggiare anche
chi lo produce come si deve», spiega Angelo Peretti, direttore del
Consorzio di tutela. «In molte zone d´Italia, infatti, il Novello viene
prodotto con il 30% di macerazione carbonica, limite spostato nel 2012
ad ancora un troppo permissivo 40%. Questo ha generato un distacco da
parte dei consumatori, che riconoscendone la bassa qualità si sono
allontanati dal prodotto. Ciò ha danneggiato pesantemente tutto il
comparto, specie coloro che, come i produttori del consorzio del
Bardolino, si attenevano invece a standard qualitativi altissimi». Per
questo il Consorzio di tutela chiede maggior regolamentazione delle
tecniche di produzione: il 40% della macerazione carbonica è ancora
troppo poco e permette a molti di immettere sul mercato un vino di bassa
qualità".