Di seguito l'articolo sugli Altissimo Ceto Excellence Awards uscito sul quotidiano L'Arena del 28 settembre.
Luccica, a bordo piscina, il mondo delle eccellenze del comparto dell'ospitalità turistica e dell'enogastronomia. La notte degli Oscar, organizzata dal portale «Viaggiatore Gourmet», ha trovato una scenografia da mille e una notte nella splendida location dell'Hotel Caesius, centro termale costruito dalla società Europlan Spa sulle ceneri del vecchio stabilimento dell'acqua Balda. Un posto di lusso per una serata unica che ha visto risplendere la crema degli operatori nazionali nel campo della ristorazione e dell'hotellerie; professionisti di settore selezionati nel corso dell'anno dalla nazionale di Viaggiatore Gourmet e votati successivamente sul portale internet collegato. Un tour che ha fatto tappa nei locali stellati della guida Michelin, in una cinquantina tra le più prestigiose cantine della Penisola e in un centinaio di hotel a cinque stelle, resort, relais & chateaux.
Trentamila, nel complesso, le preferenze arrivate al portale e servite a designare i primi della classe suddivisi in diciassette categorie. Il tutto supportato da un lungo elenco di aziende leader a livello europeo nel campo della ristorazione e non solo. In un contesto di benessere si è calato alla perfezione il luogo, Bardolino, incoronato da una recente indagine del Sole 24 Ore il «Borgo più felice d'Italia». E da qui è partito il sindaco del centro lacustre snocciolando alcuni semplici dati per dare la misura dell'amenità del posto.
«Contiamo 24 cantine, produciamo 50mila ettolitri di vino per circa 6milioni di bottiglie all'anno», ha spiegato Ivan De Beni, «sono 350 gli ettari coltivati a vigneto e quasi 24mila le piante di olivo censite», ha sottolineato non dimenticando, tra le eccellenze di Bardolino, la presenza dell'istituto alberghiero Carnacina con i suoi 530 studenti.
Alcuni di loro erano in sala a servire in modo impeccabile la cena di gala preparata dagli chef vincitori degli Awards e premiati dalla ditta «Pentole Agnelli» con un tegamino d'oro. Fabio Barbaglini di Aosta, Fabrizio Tesse del Lago d'Orta, Matteo Torretta di Pula e Tommaso Foglia di Napoli hanno deliziato i palati con un menù da re abbinato ai migliori vini di Cà del Bosco, Lis Neris, Les Cretes, Cantine Ferrari, Tenuta dei Marchesi di Grésy, Il Borro, Cantine Viola e Franz Haas. Il meglio della produzione nazionale che ha preso il posto del Vino Bardolino e Chiaretto che ha invece accompagnato, il giorno prima, i convenuti agli Oscar della ristorazione.
«Il Bardolino? È prodotto in una buona zona, un vino freschissimo, in grande ascesa ma ancora con ottimi margini di miglioramento», ha sentenziato subito dopo aver ricevuto il premio come miglior sommelier Matteo Toso del ristorante «La Rei del boscareto resort&Spa» di Serralunga d'Alba. Giovanissimo, solo 25 anni, se ne torna a casa con un magnum personalizzato di sei litri di Jeroboam Cuvée.
«Ho iniziato a 14 anni avvicinandomi a questa professione per passione. Il consiglio? Chi vuole fare i primi passi come sommelier deve partire da un assaggio di Barolo. Da lì si apre il mondo».
Chi ha sicuramente viaggiato, e non per il nettare divino, è Giacomo Sarnatore, insignito dell'oscar di miglior direttore. Da tre anni dirige l'Hotel Caesius Therme&Spa Resort. Prima però il quarantunenne di Napoli ha lavorato al fianco di Gualtiero Marchesi per poi volare a Mosca, Parigi, Svizzera e Bologna dove ha diretto il Jolly Hotel. L'augurio? «Rimanere a Bardolino».