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    37011 Bardolino (VR)
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Il Bardolino su Merum

Merum Appuntamento annuale con il Bardolino sulla rivista in lingua tedesca Merum, diretta da Andreas März.
Questo il titolo del servizio: "Bardolino: il classico JLF", dove la sigla JLF sta per "Je leerer die Flasche, desto besser der Wein", ossia "Più è vuota la bottiglia, più è buono il vino": "In realtà - si legge sul sito di Merum - è una provocazione ironica e divertente rispetto alla noiosa serietà con la quale alcuni pensano di doversi avvicinare all'argomento vino. A differenza di tanti colleghi, noi di Merum siamo convinti che un vino in primo luogo non debba essere per forza "importante", bensì prima di tutto "buono". Continuiamo ad essere dell'idea che il vino abbia a che fare con il bere, con il divertimento, con il piacere".
"Quando compriamo un Bardolino - scrive März -, siamo interessati a questo: frutto, freschezza e bella bevibilità. Più il Bardolino è brillante e più lo troviamo simpatico". Ed aggiunge invece poi di non condividere la tendenza a creare dei Bardolino di colore scuro.
Di seguito le valutazioni in stelle dei vini ritenuti più interessanti da Andreas März.
4 stelle
Raval - Bardolino Classico 2008
3/4 stelle
Guerrieri Rizzardi - Bardolino Classico 2008
Guerrieri Rizzardi - Bardolino Classico Tacchetto 2008
Marchesini Marcello - Bardolino Classico 2008
3 stelle
Cantina Caorsa - Bardolino Classico 2008
Cavalchina - Bardolino 2008
Cavalchina - Bardolino Superiore Santa Lucia 2007
Le Fraghe - Bardolino 2008
Le Tende - Bardolino Classico 2008
Righetti Enzo - Bardolino Classico 2008
Villa Medici - Bardolino Classico 2008
Villabella - Bardolino Classico Morlongo 2008
2/3 stelle
Adami Aldo - Bardolino 2008
Bergamini Damiano - Bardolino Classico Colline di Colà 2008
Campostrini - Bardolino Classico 2008
Casaretti - Bardolino Classico 2008
Cecilia Beretta Pasqua - Bardolino Classico Corone 2007
Corradini Renato - Bardolino Classico 2008
Corte Gardoni - Bardolino Le Fontane 2008
Costadoro - Bardolino Classico Broi 2007
Cantina di Castelnuovo del Garda - Bardolino Classico Cà Vegar 2008
Cantina di Castelnuovo del Garda - Bardolino Castel Nuovo 2008
Cantina di Castelnuovo del Garda - Bardolino Rubens 2008
Gorgo - Bardolino Superiore Monte Maggiore 2006
Guerrieri Rizzardi - Bardolino Classico Superiore Munus 2006
Le Tende - Bardolino Classico Superiore 2007
Le Vigne di San Pietro - Bardolino 2008
Lenotti - Bardolino Classico 2008
Meneghello - Bardolino Classico 2008
Monte dei Roari - Bardolino 2008
Montezovo - Bardolino 2008
Montresor - Bardolino Le Banche di San Lorenzo 2008
Pasqua - Bardolino Classico Villa Borghetti 2007
Santa Sofia - Bardolino Classico 2008
Sartori - Bardolino Classico Ca Nova 2007
Seiterre Tenuta San Leone - Bardolino 2008
Tre Colline - Bardolino Classico 2008
Valetti - Bardolino Classico 2008
Zenato - Bardolino 200

Nasce Viticultori d'Italia

Tommasi Riportiamo di seguito il comunicato stampa relativo alla costituzione della società Viticultori d'Italia, cui aderisce la Cantina di Castelnuovo del Garda, uno dei maggiori produttori di Bardolino.
Si chiama “Viticultori d'Italia” e la “u” nel nome non è casuale: chi meglio di una cantina cooperativa, formata da centinaia di piccoli viticoltori, possiede la cultura della coltivazione della vite? Così le veronesi Cantina di Castelnuovo del Garda, Cantina “Valpantena” di Quinto di Valpantena, Cantina di Monteforte (Monteforte d'Alpone, VR) e la vicentina Colli Vicentini (Montecchio Maggiore, VI) nei giorni scorsi hanno deciso di costituire una Srl per presentarsi sui mercati internazionali dell'horeca, a partire da quelli di lingua inglese (in particolare gli Stati Uniti).
“I vini che presenteremo saranno quelli delle singole linee di alta qualità di ciascuna cantina – spiega il presidente della Cantina di Castelnuovo del Garda Giorgio Tommasi –  Pensiamo inoltre di commercializzare con il marchio collettivo della Viticultori d'Italia anche vini regionali o di vitigno. L'obiettivo – continua Tommasi – è quello di poter disporre di una massa critica e di economie di scala tali da poter essere presenti direttamente sul mercato finale sia come promozione che come vendita, soprattutto nel canale della ristorazione, senza dover dipendere da importatori”.
Il presidente della Cantina di Castelnuovo del Garda è stato eletto anche alla presidenza del nuovo gruppo, mentre come amministratore delegato è stato scelto il direttore generale della Cantina Colli Vicentini, Graziano Marchioni.

Il Chiaretto su L'AcquaBuona

Acquabuona Altra uscita dedicata al Chiaretto come "coda" mediatica di Drink Pink, l'evento dedicato al Chiaretto, svoltosi ai primi di maggio a Milano a cura dei consorzi di tutela del Bardolino e del Garda Classico.
A scriverne ora è Paolo Rossi sul portale L'AcquaBuona.
"Sembrava - dice l'articolo - quasi una pacifica invasione dell’albergo ospitante. L’11 maggio il Westin Palace di Milano era tutto dedicato a eventi enogastronomici, in cui il Veneto, con un significativo gemellaggio con la Lombardia, si è presentato contemporaneamente su due aspetti: da una parte dal punto di vista “librario” e dall’altro dal suo lato “rosa”. Sì perché mentre in una sala era di scena la presentazione del libro Veneto: percorsi del gusto dalle Dolomiti all’Adriatico, dell’editore Gribaudo, in un’altra sala c’era il trionfo del lato rosa, veneto-lombardo, con una imponente presentazione congiunta di due consorzi contigui: il Consorzio Tutela del vino Bardolino (sponda veronese del Lago di Garda) e il Consorzio Garda Classico (sponda bresciana), che presentavano i loro Chiaretto".
Il pezzo si sofferma successivamente sulla presentazione del volume della Gribaudo, svoltasi al piano terra del Westin. E prosegue poi dicendo: "Aria di festa e di leggerezza si respirava nell’altra sala, dove i due consorzi del chiaretto del Lago di Garda hanno organizzato una degustazione coi fiocchi. Una folla di appassionati ha letteralmente invaso i locali, creando l’atmosfera di un “happy hour” sui generis con un centinaio di vini in degustazione, tutti - e questa è una particolarità davvero rara - tutti rosati. Bardolini chiaretto, Garda classico Chiaretto e anche un buon numero di interessanti spumanti rosé. Un mare di piacevolissimo vino, una volta tanto non per stupire con estrazioni, sentori vanigliati o potenze alcoliche, ma per sollecitare con grazia il “lato rosa” degli amanti del vino. Una piccola premessa per delineare contiguità e differenze tra i due chiaretti. Entrambi provengono da terreni morenici, ovvero dai depositi lasciati milioni di anni fa dall’enorme ghiacciaio che scendendo dalle Alpi formò l’attuale lago di Garda; differiscono però le due uve principali di questi due vini: sul versante veneto (ad est) domina la corvina, su quello lombardo (a sudovest) il groppello".
Il pezzo si chiude con la scheda di alcuni dei vini assaggiati dall'autore.

Prestigiosi riconoscimenti internazionali per Emilio Pedron

Pedron Emilio Pedron, amministratore delegato del Gruppo Italiano Vini di Calmasino di Bardolino, ha avuto in questi giorni un duplice riconoscimento internazionale.
A Düsseldorf, in Germania, gli è stato assegnato il Meininger Award, nel corso di un evento al quale partecipano ogni anno i più importanti operatori, giornalisti e produttori di vino provenienti da tutto il mondo. A consegnare l'attestato è stato Hermann Pilz (nella foto - tratta dal quotidiano L'Arena - con Pedron), direttore di Weinwirtschaft, rivista enologica della casa editrice Meininger.
Altro riconoscimento di assoluto prestigio in Inghilterra. Pedron è infatti comparso alla trentacinquesima posizione della "power list" del mensile britannico Decanter: si tratta della graduatoria delle 50 personalità più influenti nel mondo del vino a livello internazionale.
Di Pedron su Decanter si dice che è stato tra l'altro protagonista dell'acquisizione dei marchi Bolla e Fontana Candida dall'azienda americana Brown-Forman.
Al primo posto della graduatori di Decanter figura quest'anno Richard Sands, presidente della potentissima Constellation Brands, la multinazionale leader nella vendita e nella commercializzazione di vini e alcolici in tutto il mondo, seguito, al secondo posto, dal critico americano Robert Parker e al terzo dal commissario europeo Mariann Fischer Boel. Nella classifica figurano anche personaggi di spicco quali il presidente francese Nicolas Sarkozy. Oltre a Pedron, gli italiani presenti nella power list dei 50 grandi del vino secondo Decanter sono Piero Antinori (ventiduesimo), Daniele Cernilli (direttore del Gambero Rosso, ventiseiesimo) e Angelo Gaja (quarantasettesimo).

Il Bardolino sul lago di Como

Como Riprendiamo dal portale WinePlanet la cronaca della degustazione di Bardolino e di Chiaretto svoltasi sul lago di Como lo scorso week end.
Un pubblico numeroso, puntuale ed interessato ha accompagnato la degustazione dei vini del Consorzio del Bardolino.
Sabato 4 luglio presso l’associazione Fuoridivela, a Dervio, si è tenuta una degustazione di vini del consorzio del Bardolino e Chiaretto, accompagnati da stuzzichini e dal formaggio Monte Veronese. Un successo sopra le aspettative, un pubblico attento e davvero numeroso, che ha sfidato la pioggia, sopraggiunta a metà delle degustazioni, per non farsi mancare questa possibilità, di gusto e divertimento.
Fortunatamente lo spirito d’iniziativa degli organizzatori ha permesso di spostare l’evento in luogo coperto, per il tempo in cui la pioggia cadeva copiosa e il vento scompigliava i capelli alle signore. Ciò non ha impedito agli avventori di approfondire le proprie conoscenze dei vini presentati, e di degustarli con calma e tecnica, grazie anche all’ausilio di esperti degustatori.
L’evento era infatti stato organizzato e seguito da Massimiliano Perbellini, degustatore Onav e redattore di WinePlanet, Lorenzo Lombardi, anch’egli degustatore Onav e redattore di Wineplanet e Laura Franchini, giornalista e sommelier, coordinatrice per la guida Vinibuoni d’Italia del Touring Club Italiano e collaboratrice di numerose riviste di settore.
Un luogo, quello messo a disposizione dall’associazione Fuoridivela, unico ed insostituibile, che concilia il magnifico panorama del Lago di Como al più puro spirito sportivo e associazionistico. Un prato curatissimo che degrada dolcemente verso le acque, circondato dalle barche della scuola di vela, da una vegetazione rigogliosa, dalle luci delle torce e delle lucciole.
Un punto di riferimento per lo sport e per il territorio, che vuole proporre occasioni sportive, ricreative e di approfondimento, non solo per i giovani, ma anche per tutti coloro che visitano questo magici luoghi.

Bardolino e stelle Michelin su Il Giornale

Ilgiornale_stelle La versione on line del quotidiano Il Giornale dà notizia dell'uscita del volumetto "Sapori di lago. Sei ricette per il Bardolino", curato dagli chef Isidoro Consolini e Leandro Luppi, entrambi premiati con la prestigiosa stella Michelin, rispettivamente alla guida dei ristoranti Al Caval di Torri del Benaco e Vecchia Malcesine di Malcesine.
L'articolo on line ricorda il parere dei due cuochi gardesani: "Si sta riscoprendo il piacere dei vini da bere, fatti apposta per accompagnare la tavola, anche in maniera disimpegnata, e questa è una dimensione perfetta per un vino come il Bardolino e per la sua versione rosata, il Chiaretto" dice Leandro Luppi. "Per chi fa cucina di territorio il richiamo alla territorialità passa anche attraverso la cantina: prodotti come i pesci del lago di Garda, le erbe officinali del vicino monte Baldo e le carni d’aia del nostro entroterra si accostano benissimo ai vini della zona, Bardolino e Chiaretto in primis" gli fa eco Isidoro Consolini.
Il pezzo rammenta che "sono tre le ricette che ciascuno dei due chef gardesani hanno creato per il Bardolino e per il Chiaretto. Leandro Luppi, stella Michelin dal 2005, propone il suo «tonno del lago di Garda» con misticanza e uova sode - un’originalissima rivisitazione delle merende estive, con la carpa lacustre lavorata a mò di tonno, in vasetto sott’olio - e poi un restyling del classicissimo «bollito misto con pearà e salsa verde» uniti ad un radicchio rosso di Verona in carpione con soppressa e crackers di polenta, e infine un persico mantecato all’olio dop di Malcesine con limone candito, capperi e croccante di patate alle olive. Isidoro Consolini, stella Michelin dal 2008, offre altre tre ricette di territorio: il lavarello croccante con germogli e cappuccino di lievito (il lavarello è un pesce lacustre noto anche col nome di coregone), i ravioli ripieni con mousse di extravergine, baccalà sfogliato e salsa di aglio orsino, e ancora i ravioli ripieni di pesce del Garda, crema di zucca e pane di amaretti (un richiamo alla vicina tradizione mantovana: le cucine del Garda e di Mantova si sono influenzate reciprocamente fin dall’epoca rinascimentale)".

Il Chiaretto su La Cronaca del lago di Garda

Cronacalago Si occupa dell'esito favorevole della querelle sui rosati a livello comunitario La Cronaca del Lago di Garda, quotidiano di informazione via fax, e-mail e in edicola, diretto da Achille Ottaviani.
"Era in prima fila il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Aldo Brancher - dice l'articolo - alla firma per la petizione alla difesa del Chiaretto. Esultanza nel mondo vinicolo del lago di Garda dopo l'annuncio del commissario europeo all'agricoltura, Mariann Fischer Boel, di rinunciare all'ipotesi comunitaria di consentire la produzione di vini di colore rosa attraverso il taglio di vini da tavola bianchi e rossi".
Più avanti, il pezzo ricorda che "Il Consorzio di tutela del Bardolino ed i cugini bresciani del Consorzio Garda Classico erano state le prime realtà associativa del mondo vitivinicolo nazionale a sollevare formalmente il problema, lanciando congiuntamente allo scorso Vinitaly una petizione in difesa del Chiaretto prodotto sul lago di Garda e dei vini rosati tradizionali, che come noto vengono ottenuti esclusivamente attraverso la vinificazione in rosa di uve rosse: erano state ben 1500 le firme raccolte in poco tempo da parte di produttori, giornalisti, ristoratori, semplici appassionati, anche stranieri. La sollevazione dei produttori gardesani aveva immediatamente incontrato l'interesse del ministro per le politiche agricole Luca Zaia e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Aldo Brancher, entrambi firmatari della petizione presso lo stand del Consorzio del Bardolino. Lo stesso Zaia, incontrando una settimana fa a Bardolino insieme a Brancher il consiglio di amministrazione del consorzio bardolinese, aveva annunciato la ferma volontà di 'vincere la battaglia dei rosati'."
Viene riportato il commento del presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi: "Siamo particolarmente lieti dell'esito favorevole della vicenda e siamo grati al ministro Zaia per la grande sensibilità dimostrata verso il mondo produttivo e in particolare verso chi, come noi, ha profuso impegno, passione e investimenti crescenti per valorizzare la straordinaria unicità del Chiaretto e dei vini rosati della grande tradizione italiana".

La Cantina di Castelnuovo del Garda festeggia i cinquant'anni

Ccg La Cantina di Castelnuovo del Garda, uno dei maggiori produttori del Bardolino, festeggia i cinquant'anni di attività.
Sabato 4 luglio, tutti i soci si ritroveranno alle 18.00 presso la sede aziendale per la convocazione di una assemblea straordinaria, durante la quale verranno votati gli adeguamenti dello statuto alle normative vigenti in materia di cooperazione vitivinicola.
A seguire l'apertura della festa vera e propria: alle 19.30 la benedizione solenne, alle 19.45 gli interventi del Presidente Giorgio Tommasi e dei past president e past general manager, alle 20.15 la cena e i festeggiamenti.
"Perchè la festa di una cantina cooperativa - si legge sul sito internet della Cantina di Castelnuovo del Garda - è la festa di tutti coloro che la vivono e ci lavorano: soci, collaboratori, dirigenti, fornitori. In 50 anni di vita la Cantina di Castelnuovo del Garda è stata protagonista della storia e dell'evoluzione dell'enologia veronese, in particolare di quella dell'area del Lago di Garda: un punto di riferimento per molti, e che oggi, grazie ad una più puntuale e meglio definita politica di qualità dei propri vini,  si pone come uno dei rappresentanti più significativi di una sorta di fortunata riscoperta dei vini del Garda".

Gli chef stellati del Garda Veronese creano sei ricette per il Bardolino

Copertina Comunicato stampa - 2 luglio 2009

Un volumetto edito dal Consorzio di tutela del Bardolino presenta sei piatti ideati da Isidoro Consolini del ristorante Al Caval di Torri del Benaco e da Leandro Luppi del Vecchia Malcesine di Malcesine, in accostamento col Bardolino e con la sua versione rosata, il Chiaretto. Tremila copie diffuse in un solo mese.

C’è feeling tra il Bardolino e le stelle Michelin della riva veneta del Garda, la sua terra d’origine. Isidoro Consolini e Leandro Luppi, i due chef stellati della costa veronese del lago, alla guida rispettivamente del ristorante Al Caval di Torri del Benaco e del ristorante Vecchia Malcesine di Malcesine, sono gli autori del volumetto “Sapori di lago. Sei ricette per il Bardolino”, edito dal Consorzio di tutela del Bardolino e diffuso, in un solo mese, in circa tremila copie.
“Si sta riscoprendo il piacere dei vini da bere, fatti apposta per accompagnare la tavola, anche in maniera disimpegnata, e questa è una dimensione perfetta per un vino come il Bardolino e per la sua versione rosata, il Chiaretto” dice Leandro Luppi. “Per chi fa cucina di territorio il richiamo alla territorialità passa anche attraverso la cantina: prodotti come i pesci del lago di Garda, le erbe officinali del vicino monte Baldo e le carni d’aia del nostro entroterra si accostano benissimo ai vini della zona, Bardolino e Chiaretto in primis” gli fa eco Isidoro Consolini.
Sono tre le ricette che ciascuno dei due chef gardesani hanno creato per il Bardolino e per il Chiaretto.
Leandro Luppi, stella Michelin dal 2005, propone il suo “tonno del lago di Garda” con misticanza e uova sode - un’originalissima rivisitazione delle merende estive, con la carpa lacustre lavorata a mo’ di tonno, in vasetto sott’olio - e poi un restyling del classicissimo “bollito misto con pearà e salsa verde” uniti ad un radicchio rosso di Verona in carpione con soppressa e crackers di polenta, e infine un persico mantecato all’olio dop di Malcesine con limone candito, capperi e croccante di patate alle olive.
Isidoro Consolini, stella Michelin dal 2008, offre altre tre ricette di territorio: il lavarello croccante con germogli e cappuccino di lievito (il lavarello è un pesce lacustre noto anche col nome di coregone), i ravioli ripieni con mousse di extravergine, baccalà sfogliato e salsa di aglio orsino, e ancora i ravioli ripieni di pesce del Garda, crema di zucca e pane di amaretti (un richiamo alla vicina tradizione mantovana: le cucine del Garda e di Mantova si sono influenzate reciprocamente fin dall’epoca rinascimentale).
Il volumetto, che ha in copertina un’immagine realizzata da Ivano Bolondi, uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea, è in distribuzione gratuita presso il Consorzio di tutela del Bardolino (email info@winebardolino.it), oppure presso i ristoranti Al Caval e Vecchia Malcesine.

Il Chiaretto per Licia Granello

Licia_angelo_bassa C'era il Bardolino Chiaretto ad accompagnare la conservazione fra Licia Granello, inviato del quotidiano La Repubblica, ed Angelo Peretti, durante uno degli eventi svoltisi al palazzo della Gran Guardia di Verona nell'ambito della rassegna Sorsi d'Autore (la foto è di Luca Pinali).
A fare da spunto al colloquio, i contenuti di "Mai fragole a dicembre", il volume di Licia Granello, edito da Mondadori.
Di seguito la presentazione del libro.
Non sono più i pomodori di una volta. Quante volte l'abbiamo detto, con un sospiro rassegnato, dopo aver assaggiato un'insalata senza profumi né sapore? Concetto applicabile all'elenco pressoché infinito di cibi che arrivano ogni giorno sulle nostre tavole, sempre meno riconoscibili e appetitosi. Eppure, l'apparente irrimediabilità del 'c'era una volta' non ci ha ancora sconfitti. L'agricoltura intrisa di chimica, gli allevamenti intensivi che più intensivi non si può, i formaggi plasticati e i pesci monoporzione fanno parte di un mondo che ci piace sempre meno. Perché coincidono con la progressiva distruzione di quel paradiso di cose buone e sane che 'madre terra' garantisce da tempo immemore, una sciagura capace di contaminare fino in fondo la nostra salute e il nostro buonumore. Chi ha mai assaggiato un bicchiere di latte appena munto, un'albicocca del Vesuvio, un boccone di pane di Altamura, un uovo di gallina lasciata razzolare sull'aia (ce ne sono ancora!) sa che il palato ci può comunicare emozioni meravigliose. La rivolta, partita vent'anni fa con il varo dell''arca' di Slow Food - dove vennero per la prima volta fatti virtualmente salire i prodotti a rischio di estinzione -, è approdata negli ultimi anni alle Comunità del cibo e alle coltivazioni libere dal cappio delle multinazionali del gusto, una vera rete virtuosa allargata al pianeta intero. Ricondurre il pericoloso delirio di onnipotenza alimentare degli ultimi anni al semplice buon senso e riscoprire tutto ciò che è semplicemente buono, pulito e giusto è più facile di quanto sembri. Basta cominciare a pretendere, al supermercato come al ristorante, che ci vengano dati cibi saporiti e sani. Ma per farlo, prima bisogna conoscerli. Licia Granello, dipanando pagina dopo pagina una sorta di almanacco dei cibi e delle stagioni, ci insegna ad andare incontro agli alimenti invece che subirne l'arrivo sul mercato: riconoscere frutta e verdura di campo da quelle palestrate, carni e formaggi davvero artigianali da imitazioni truffaldine. E dopo l'acquisto, i piccoli trucchi che ne proteggono l'essenza, con citazione d'obbligo per i luoghi e i locali dove vale la pena andare a cercarli. A patto, però, di scegliere sempre i mesi giusti. Anche per questo: mai fragole a dicembre.

Il Bardolino in degustazione sul lago di Como

Fuoridivela Sabato 4 luglio 2009 a Dorio, sul lago di Como, presso la base nautica dell’associazione Fuoridivela, si terrà una degustazione guidata di vini del Consorzio del Bardolino, accompagnata da stuzzichini, focacce e Monte Veronese, il famoso formaggio dop, perfetto compagno di aperitivi e vini. Un luogo unico, il lago di Como, farà da sfondo a questo imperdibile appuntamento, organizzato dal Consorzio del Bardolino e dall’associazione velica Fuoridivela. Laura Franchini, sommelier e giornalista specializzata in enogastronomia, nonché coordinatrice per la Guida Vinibuoni d’Italia del Touring Club Italiano, guiderà la degustazione, sottolineando le caratteristiche uniche e moderne del Chiaretto, rosato di antica tradizione, presente anche nella tipologia Spumante, e del Bardolino, vino di grande gusto e facilità d’abbinamento. L’evento vuole sottolineare la grande versatilità di questo angolo del lago di Como, adatto sia alla pratica sportiva che al turismo di qualità, da sempre attento alle proposte culturali, tradizionali e gastronomiche. Un’occasione per presentare l’associazione Fuoridivela come supporto al marketing territoriale del paese, nonché per proporre a turisti e cittadini attività ricreative di valore, cultura e divertimento.

Il Chiaretto su Wine Passion

Winepassion Ancora un'uscita dedicata al Chiaretto su una testata di settore a seguito di Drink Pink, la grande degustazione dei rosati gardesani organizzata congiuntamente a Milano, al Westin Palace Hotel, dai consorzi di tutela del Bardolino e del Garda Classico.
A Parlarne è il periodico Wine Passion.
Nell'intervento, dal titolo "Sfilata rosè". si parla del Chiaretto come di una "realtà unica in Italia", ricordando come alla rassegna milanese fossero un centinaio le etichette in dehustazione.
Il pezzo rammenta anche le iniziativa unitarie intraprese dai duje consorzi gardesani al Vinitaly per reagire all'ipotesi comunitaria volta ad autorizzare la produzione di vini di colore rosa mediante il taglio di vini da tavola bianchi e rossi, ipotesi poi stralciata dal testo del regolamento del vino poi approvato in sede europea.

Il Chiaretto Spumante di Monte Saline sul Gazzettino

Monte saline Recensione del Bardolino Chiaretto Spumante dell'azienda agricola Monte Saline sulla rubrica Tempo Libero, diretta da Claudio De Min, del quotidiano Il Gazzettino.
La scheda, redatta a cura della sezione veneta dell''Associazione Italiana Sommelier, dice così: "Una bella gita al lago di Garda, nell'incantevole paese di Bardolino. Buon vino. Rondinella, Molinara e Corvina qui mitigati dal lago. Molto apprezzata la versione Chiaretto, ovvero rosato, anche per la possibilità di abbinamento con la cucina del lago, come il risotto alla tinca. Per voi leleganza del Bardolino Chiaretto doc Spumente metodo classico brut, 12,5% alcol, di Monte Saline - Cavaion Veronese VR. Rosa tenue antico, finissimo e persistente perlage. Profumi suadenti e fragranti di fragoline, e crosta di pane. In bocca succosa lunga e fresca morbidezza".

Il Chiaretto sul Corriere della Sera

Rosato_corriere Il Corriere della Sera, nell'edizione nazionale, ha dedicato un'intera pagina al fenomeno rosé in occasione della rassegna Italia in Rosa, in svolgimento a Moniga del Garda.
Obiettivo centrato soprattutto sul Chiaretto, con un ampio servizio di Luca Angelini, di cui riportiamo di seguito il testo.
Lei magari non lo sa, ma ad allietare i brindisi l'altra sera, nella piazza di Moniga, ci ha pensato Mariann Fischer Boel, commissaria europea all'Agricoltura. Un brindisi che sa quasi di ex voto, di grazia ricevuta. Perché i produttori di vini rosati d'Italia che questo fine settimana, per la seconda volta, si sono dati appuntamento qui sulle rive del Garda a «Italia in rosa», hanno rischiato di ritrovarsi a celebrare un funerale, invece che una festa. A marzo pareva suonata la campana a morto.
L'annunciato via libera Ue ai rosati prodotti mescolando vini bianchi e rossi (anziché vinificando, con breve contatto con le bucce, uve a bacca rossa) sarebbe stato un colpo mortale per i vignerons italiani e francesi. Il solito regalo comunitario alla grande industria, a spese di chi ha qualità, terroir e tradizione. La levata di scudi, però, per una volta ha dato frutti: raccolte di firme (1.500 nei soli giorni del Vinitaly), minacce di azioni legali, fronte comune dei ministri all'Agricoltura sui due lati delle Alpi. E, venti giorni fa, la lieta novella: la commissaria danese ci ha ripensato. I «mischiotti», come qualcuno li aveva ribattezzati, non si faranno. Ma non sorridono solo per lo scampato pericolo, le 210 cantine di 18 regioni, per un totale di 260 vini, dai Lagrein rosati altoatesini a quelli del Salento e ai Cerasuoli di Sicilia, che si dividono gli stand a Villa Bertanzi.
Qui, dove il senatore del Regno Pompeo Molmenti imbottigliò, nel 1896, la prima bottiglia di Chiaretto di Moniga, tira aria di rinascita. E i rosé, chiaretti e rosati di Lombardia, spumanti o fermi che siano, sembrano i più pimpanti di tutti. Nell'Oltrepò Pavese, per dire, sul rosé, anzi sul Cruasé, hanno deciso di puntare tutto o quasi. «Il nuovo marchio collettivo, che qui a Moniga fa una delle sue prime uscite ma sarà sulle bottiglie dal prossimo autunno — spiega il direttore del Consorzio vini dell'Oltrepò Carlo Alberto Panont — identificherà i nostri spumanti docg metodo classico rosé da uve Pinot nero. Oggi sono poco meno di 500 mila bottiglie, ma grazie al Cruasé puntiamo a 2 milioni entro il 2012 e portarlo al 50% della produzione di spumante docg dell'Oltrepò». E non è solo questione di seguire la moda (secondo alcuni studi la vendita di rosati crescerà del 17% di qui al 2012). «Il rosé è il modo più naturale di produrre spumante dal Pinot nero, perché quello è il colore normale del mosto — spiega Panont — e in Oltrepò ci sono tremila dei 3.800 ettari di pinot nero d'Italia».
Per i curiosi, Cruasé è la somma di cru (cioè selezione) più rosé, ma richiama anche cruà, termine con cui, dal 600 a metà 800, si designava il miglior vino dell'Oltrepò. Non meno ambiziosi i progetti per il Chiaretto gardesano. «Quarant'anni fa — racconta Sante Bonomo, presidente del Consorzio Garda Classico — il Chiaretto di Moniga, a base Groppello, era l'aperitivo principe in Galleria a Milano. Da allora il declino, ma ora le indagini di mercato dicono che è tempo di invertire la rotta». Obiettivo: passare in tre-quattro anni dalle 600 mila bottiglie attuali ad almeno un milione. Poche rispetto ai 6 milioni e mezzo dei dirimpettai veronesi del Bardolino Chiaretto, ma abbastanza per far tornare a conoscere questo vino fuori dai confini gardesani. E anche fra gli spumanti di Franciacorta il rosa è sempre più di moda: dal 2004 al 2008 si è passati dal 2 al 6% della produzione (+125% nel 2008), sfiorando le 700 mila bottiglie. Oltre al «Libiam, libiam» vien quasi da intonare la «Vie en rose».

A Moniga un brindisi lombardo-veneto per festeggiare il dietrofront europeo sui rosé, e intanto il Chiaretto è protagonista ai Giochi del Mediterraneo

Brindisi_3 Comunicato stampa – 27 giugno 2009

I presidenti dei consorzi di tutela del Bardolino e del Garda Classico hanno brindato al dietrofront dell’Unione europea sui rosé miscelati a Moniga del Garda, la città dove è nato il Chiaretto nel 1896. Vinitaly porta i rosati tradizionali gardesani ai Giochi del Mediterraneo.

“Siamo qui per festeggiare un successo”: è con queste parole che Lorella Lavo, sindaco di Moniga del Garda, la cittadina bresciana nella quale nel 1896 il senatore veneto Pompeo Molmenti inventò la “ricetta” del Chiaretto, ha alzato il calice venerdì sera, durante la cerimonia di apertura di “Italia in Rosa”, rassegna dei vini rosati nazionali, insieme con i presidenti dei consorzi di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi, e del Garda Classico, Sante Bonomo, per brindare al dietrofront dell’Unione europea sull’ipotesi di consentire la produzione di vini di colore rosa mediante una miscela di vini bianchi e rossi. Un progetto, quello comunitario, contro il quale i due consorzi gardesani, che condividono la tradizione del Chiaretto, hanno fatto fronte comune, per la prima volta nella loro storia, trovando immediato e convinto sostegno da parte del ministro per le politiche agricole, Luca Zaia, e del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Aldo Brancher, ma anche di centinaia di giornalisti, amministratori e semplici appassionati che già a Vinitaly fecero sentire il loro sostegno ai produttori rivieraschi, sottoscrivendo una petizione in difesa dei vini rosati tradizionali. “I vignaioli del lago di Garda hanno saputo parlare ad una voce sola per difendere la loro storia e la loro tradizione” ha affermato il presidente del Garda Classico, Sante Bonomo. “Mi auguro – ha sottolineato il presidente del Bardolino, Giorgio Tommasi – che ora questa collaborazione possa continuare, nell’interesse del mondo vinicolo gardesano”. E già si parla di una nuova iniziativa congiunta dei due consorzi rivieraschi del Chiaretto per la prossima Centomiglia velica del lago di Garda.
Intanto, grazie a Vinitaly e Veronafiere, il Chiaretto è protagonista anche ai Giochi del Mediterraneo in svolgimento sino al 5 luglio a Pescara. Come già in occasione dei Giochi Olimpici del 2008, anche per questo importante evento sportivo il ministero per le politiche agricole ha infatti incaricato Vinitaly di gestire uno spazio nella Business Lounge di Casa Italia, e fra le 32 etichette in degustazione, ben 8 sono quelle riferite ai Chiaretti gardesani, equamente divisi fra il Bardolino Chiaretto, prevalentemente ottenuto dalle uve di Corvina veronese, e il Garda Classico Chiaretto, proveniente soprattutto dal vitigno Groppello. “La scelta di dare risalto ai vini rosati – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – è stata fatta anche per dimostrare il sostegno di Vinitaly a una produzione che in Italia ha una tradizione frutto di una pratica enologica di qualità, che rischiava di essere svilita con l’introduzione nella nuova ocm della possibilità di ottenerli mescolando un vino bianco e uno rosso. Ora l’Ue ha fatto per fortuna marcia indietro, ma resta il nostro impegno a valorizzare una produzione che evidentemente non è ancora ben conosciuta ed apprezzata all’estero”.

Nella foto, da sinistra: il presidente del Consorzio del Bardolino, Giorgio Tommasi, il sindaco di Moniga del Garda, Lorella Lavo, e il presidente del Consorzio Garda Classico, Sante Bonomo, brindano col Chiaretto.

Happy Hour con Vinitaly ai Giochi del Mediterraneo

Giochi mediterraneo Il Bardolino Chiaretto è protagonista ai Giochi del Mediterraneo, in svolgimento a Pescara dal 26 giugno al 5 luglio. Il tradizionale rosato gardesano è fra i vini selezionati da Vinitaly per il Business Lounge di Casa Italia.
 “La scelta di dare risalto ai vini rosati – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – è stata fatta anche per dimostrare il sostegno di Vinitaly a una produzione che in Italia ha una tradizione frutto di una pratica enologica di qualità, che rischiava di essere svilita con l’introduzione nella nuova ocm della possibilità di ottenerli mescolando un vino bianco e uno rosso. Ora l’Ue ha fatto per fortuna marcia indietro, ma resta il nostro impegno a valorizzare una produzione che evidentemente non è ancora ben conosciuta ed apprezzata all’estero”.
Di seguito il comunicato ufficiale di VeronaFiere
Dopo il successo dell’iniziativa alle Olimpiadi di Pechino, Happy Hour con Vinitaly ai Giochi del Mediterraneo di Pescara.
In degustazione a Casa Italia 8 vini rossi, 12 bianchi e 12 rosati e dalle 19,00 happy hour con 9 spumanti Trento doc. Protagonisti i vini adatti alla stagione estiva, con i rosati da valorizzare.
Verona, 24 giugno 2009 - Happy hour con Vinitaly ai Giochi del Mediterraneo in programma a Pescara dal 26 giugno al 5 luglio prossimi. Come già fatto con successo in occasione dei Giochi Olimpici del 2008, anche per questo importante evento sportivo il Ministero per le politiche agricole ha incaricato Vinitaly di gestire uno spazio nella Business Lounge di Casa Italia con il vino protagonista.
Durante il giorno saranno in degustazione 32 etichette: 8 vini rossi, 12 bianchi e 12 rosati, in rappresentanza delle migliori produzioni nazionali, mentre a partire dalle 19 è previsto l’happy hour con gli spumanti Trento doc. L’offerta si adatta alla stagione estiva, con la predominanza di vini da bere freschi, come sono appunto i bianchi, i rosati e gli spumanti; è prevista inoltre un’area dedicata ai vini abruzzesi.
La degustazione dei 32 vini sarà libera nei tempi ma assistita da sommelier, grazie ad un sistema di erogazione automatica, già adottato con successo negli ultimi anni in occasione di Vinitaly ad aprile: la maggior parte delle etichette presenti infatti, sono quelle che hanno partecipato a Taste Italy, evento-degustazione del Salone Internazionale del Vino.
 “La scelta di dare risalto ai vini rosati – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – è stata fatta anche per dimostrare il sostegno di Vinitaly a una produzione che in Italia ha una tradizione frutto di una pratica enologica di qualità, che rischiava di essere svilita con l’introduzione nella nuova ocm della possibilità di ottenerli mescolando un vino bianco e uno rosso. Ora l’Ue ha fatto per fortuna marcia indietro, ma resta il nostro impegno a valorizzare una produzione che evidentemente non è ancora ben conosciuta ed apprezzata all’estero”.
Protagonisti fra i rosati il Garda Classico Chiaretto doc e il Bardolino Chiaretto doc, per i quali Vinitaly ha stretto un accordo con i Consorzi Garda Classico e del Bardolino, oltre a etichette provenienti da Toscana, Puglia e Sardegna.

Il Chiaretto su Food & Beverage

Foodandbeverage Chiaretto protagonista su Food & Beverage, l'importante mensile di gastronomia diretto da Alberto Schiepatti.
Con il titolo "È rivolta contro il rosato 'miscelato'. Ue fuori registro. Ci ripenserà?", uscito prima che la Commissione europea decidesse di ritirare la propria proposta di autorizzare la produzione di vini di colore rosa mediante il taglio di vini da tavola bianchi e rossi, Food & Beverage ha parlato appunto delle problematiche connesse con la prima stesura della bozza del nuovo regolamento comunitario sul vino, dedicando alla questione un'intera pagina.
Un'ipotesi, questa, che ha visto la netta opposizione del Consorzio di tutela del Bardolino.
"È scandaoloso - ha scritto senza mezzi termini la rivista - il via libero comunitario alla commercializzazione di vino rosé ottenuto miscelando vino bianco e rosso".
In un box, la testata di gastronomia riporta anche il parere sulla questione di Angelo Peretti, responsabile della comunicazione del consorzio del Bardolino e consulente del Garda Classico, e dà rilievo agli impegni assunti, a fianco dei produttori gardesani, da parte del ministro per le politiche agricole Luca Zaia e del sottosegretario alla presidenza del consiglio Aldo Brancher.

Il Chiaretto protagonista al Gioco del Piacere di Slow Food

Gioco_piacere Più di mille commensali hanno partecipato alla quarta edizione del Gioco del Piacere Extravergini d'Italia a confronto, un appuntamento che ha mobilitato il corpus associativo di Slow Food su tutto il territorio nazionale.
Quaranta le Condotte che si sono impegnate nell’organizzazione di un evento che riscuote sempre un grande successo, e che ha avuto nel Bardolino Chiaretto il vino che ha accompagnato le cene correlate alla manifestazione.
Sono stati 974 i votanti, che hanno giudicato i 4 oli in competizione e dichiarato vincitore l’Olio Extravergine Arciprete prodotto dall'Azienda agricola Stasi di Torre Santa Susanna (Brindisi) con 5.515 punti.
Al secondo posto l'Olio Felice Biologico dop Tuscia dell'Azienda agricola l’Olivaia con 5032 punti.
Al terzo posto si è classificato l'Olio Extravergine di Baglio Ingardia Valli Trapanesi dop con 4858.
Chiude la classifica l'abruzzese Tandem prodotto dall'Azienda agricola Ursini con 4817 punti.
I risultati mostrano un certo equilibrio e le classifiche condotta per condotta evidenziano situazioni completamente diverse, a dimostrazione della qualità elevata dei quattro oli proposti, che ricordiamo hanno ricevuto tutti le 3 olive, cioè il massimo punteggio assegnato dalla Guida agli extravergini 2009 di Slow Food.
Nella sua newsletter settimanale, Slow Food ha rivolto "un doveroso ringraziamento ai 4 produttori di olio Stasi, L'Olivaia, Baglio Ingardia e Ursini, al Consorzio Tutela Bardolino doc, sponsor principale dell'iniziativa, al Consorzio Tutela Vini doc Caluso Carema Canavese e al Consorzio dell'Asti docg che hanno messo a disposizione i loro vini".

La pattuglia del Bardolino Chiaretto a Italia in Rosa

Moniga del garda Sono una quindicina i produttori del Bardolino che partecipano coi loro vini alla seconda edizione di Italia in Rosa, la rassegna dei vini rosati nazionali in programma a Moniga del Garda, sulla sponda lombarda del lago di Garda, sabato 27 e domenica 28 giugno.
I vini in degustazione sono complessivamente circa 260, in rappresentanza di 210 aziende.
Sede dell'evento è villa Bertanzi, nel centro storico di Moniga.
Le degustazioni pubbliche saranno aperte il sabato dalle 17 alle 23 e la domenica dalle 11 alle 14,30 e dalle 17 alle 22. Ticket per la degustazione euro 15,00 (per iscritti Ais, Fisar, Slow Food, Onav, GoWine, Enotime euro 10).
Di seguito le aziende del Bardolino aderenti, coi loro vini:
Cantina di Castelnuovo del Garda - Bardolino Chiaretto Classico Cà Vegar 2008
Cantina di Castelnuovo del Garda - Bardolino Chiaretto Spumante
Cavalchina - Bardolino Chiaretto 2008
Corte Gioliare - Bardolino Chiaretto Classico 2008
Fabiano - Bardolino Chiaretto Classico Il Torcolo 2008
Gerardo Cesari - Bardolino Chiaretto 2008
Giovanna Tantini - Bardolino Chiaretto 2008
Giuseppe Campagnola - Bardolino Chiaretto Classico Roccolo del Lago 2008
Giuseppe Campagnola - Bardolino Chiaretto Classico 2008
Guerrieri Rizzardi - Bardolino Chiaretto Classico 2008
Le Fraghe - Bardolino Chiaretto Rodon 2008
Monte Saline - Bardolino Chiaretto Spumante metodo classico
Monte Saline - Bardolino Chiaretto Classico 2008
Righetti Enzo - Bardolino Chiaretto Classico 2008
Ronca - Bardolino Chiaretto 21.10 2008
Santi - Bardolino Chiaretto L’Infinito 2008
Vigneti Villabella - Bardolino Chiaretto Spumante
Vigneti Villabella - Bardolino Chiaretto Classico Pozzo dell’Amore 2008
Zenato - Bardolino Chiaretto 2008
Zeni - Bardolino Chiaretto Classico Vigne Alte 2008
Zeni - Bardolino Chiaretto Classico Marogne 2008
Zeni - Bardolino Chiaretto Spumante

Il Chiaretto su L'Arte in Cucina

L'Arte In Cucina_maggio-giugno_articolo Anche L'Arte in Cucina, rivista ufficiale dell'associazione professionale cuochi italiani, ha dedicato spazio al fenomeno Chiaretto.
L'ha fatto con un pezzo, sul numero di maggio-giugno, incentrato ssu Drink Pink, l'evento organizzato congiuntamente al Westin Palace Hotel di Milano dai consorzi di tutela del Bardolino e del Garda Classico per valorizzare la comune tradizione del Chiaretto.
Nel testo si ricorda tra l'altro come all'ultimo Vinitaly i due consorzi gardesani abbiano unito le forze per raccogliere firme in difesa dei rosati tradizionali, minacciati dall'ipotesi comunitaria di autorizzare la produzione di vini di colore rosa mediante il taglio di vini bianchi e rossi, ipotesi ora definitivamente ritirata da parte della Commissione europea.

Zeni lancia due nuovi Chiaretti

Zeni Il quotidiano L'Arena, nelle pagine dell'economia, ha dedicato un articolo alle cantine Zeni di Bardolino e al lancio di due nuovi Chiaretti dell'azienda.
Di seguito il testo dell'articolo.
Esportazione e lancio di alcuni nuovi prodotti sono i prossimi obiettivi da raggiungere dalla Cantina F.lli Zeni di Bardolino, azienda che produce dal 1870 vini classici veronesi, Bardolino, Valpolicella, Ripasso, Amarone, Recioto, Soave, Lugana e Bianco di Custoza. Con un 2008 che ha fatto registrare un +15% per quanto riguarda le vendite all'estero, l'azienda ha così l'80% nell'export, e ora mira a confermare questa quota mirando anche al mercato messicano entro il 2009. «Con ogni probabilità», spiega Federica Zeni, responsabile commerciale dell'azienda che guida assieme ai fratelli Fausto ed Elena, «questo importante paese a fine anno si affiancherà a quelli in cui siamo già presenti come Svizzera, Germania, Danimarca, paesi dell'est europeo e Giappone. Con questa operazione crediamo di poter aumentare, sempre nello stesso periodo, il settore dell'esportazione del 5%. Un'altra novità che riguarda l'azienda è il lancio, proprio in queste settimane, di un Bardolino Chiaretto Spumante e di un Bardolino Chiaretto Marogne, prodotti che avranno la caratteristica di un tappo in vetro anziché in sughero». La Cantina F.lli Zeni conta 15 dipendenti e 6 agenti, collabora con fornitori storici del veronese e vinifica grazie ai 25 ettari di terreno di proprietà a Bardolino, produce circa un milione
di bottiglie l'anno. L'azienda ha chiuso il 2008 con un fatturato di circa 6 milioni, e prevede un +8/10% sul fatturato 2009.

Sedici Bardolino premiati a Verona Wine Top

Winetop Sono ben sedici i Bardolino premiati a Verona Wine Top 2009, il concorso enologico della Camera di Commercio di Verona.
Per l'esattezza, ad aver ottenuto il massimo riconoscimento da parte della giuria del consorzo sono stati sette Chiaretti, sei  Bardolino e tre Bardolino Superiore.
Si tratta di risultati che evidenziano ancora una volta la crescita qualitativa raggiunta dalla denominazione bardolinese.
Una crescita diffusa in maniera omogenea su tutti i settori della filiera locale.
Di seguito l'elenco dei vini premiati:
Bardolino Chiaretto Classico 2008 Cantina Caorsa
Bardolino Chiaretto Classico 2008 Valetti
Bardolino Chiaretto Classico 2008 Tre Colline
Bardolino Chiaretto Classico 2008 Enzo Righetti
Bardolino Chiaretto Classico Cà de' Rocchi Campo delle Rose 2008 Tinazzi
Bardolino Chiaretto Classico Val dei Molini 2008 Cantina di Custoza
Bardolino Chiaretto Vigne Alte 2008 Zeni
Bardolino Classico 2008 Bennati
Bardolino Classico Cà Vegar 2008 Cantina di Castelnuovo del Garda
Bardolino Classico Vigneto Cà Bordenis 2008 Santi
Bardolino Erre 2008 Ronca
Bardolino Monte Zovo 2008 Terre di Verona
Bardolino 2008 Monte dei Roari
Bardolino Classico Superiore Cà Licante 2007 Nicoletta D’Aulerio
Bardolino Superiore 2007 Villa Medici
Bardolino Superiore Colline di Colà 2007 Damiano Bergamini.

Il Chiaretto su Euposia

Euposia_mag_giu Si parla del Chiaretto sul numero di maggio-giugno di Euposia, la rivista del vino diretta da Beppe Giuliano.
Nell'ambito di un servizio di due pagine dedicate alla Valtènesi, sulla riva bresciana del lago di Garda, si ricorda che il Chiaretto è nato da quelle parti: la tradizione vuole che a codificarne la "ricetta" sia stato il senatore Pompeo Molmenti, a Moniga del Garda.
Ampia parte del servizio è poi dedicato alla querelle dei rosati "da taglio" ipotizzati dall'Unione europea ed alle iniziative congiunte varate dai Consorzi di tutela del Bardolino e del Garda Classico per realizzare un'opposizione a tale progetto, poi ritirato dalla Commissione europea. "Ha raccolto ampi consensi - si legge - la petizione in difesa del Chiaretto e dei vini rosati tradizionali promossa a Vinitaly congiuntamente dai Consorzi di tutela del Bardolino e del Garda Classico. Sono state più di 1500 le firme raccolte negli stand consortili sull'iniziativa, che ha visto per la prima volta allearsi i due Consorzi che tutelano i rosé prodotti sulle opposte rive del lago di Garda: nel Veneto il Bardolino Chiaretto, prodotto prevalentemente con le uve autoctone della Corvina, esce annualmente sul mercato in circa 9 milioni di bottiglie, mentre in Lombardia, il Garda Classico Chiaretto, ottenuto in netta prevalenza dal vitigno locale del Groppello, è attorno alle 400 mila bottiglie annue".
Più avanti si dice che "le doc del Bardolino e del Garda Classico, secondo il metodo Molmenti, prevedono che nella produzione del Chiaretto si utilizzi la tradizionale vinificazione in rosa di uve rosse".

Il Bardolino a Sorsi d'Autore

Sorsi Articolo di presentazione della rassegna Sorsi d'Autore sulle pagine culturali del quotidiano L'Arena.
Riportiamo di seguito il testo del servizio, firmato da Adamo Dagradi.
Dieci anni di «Sorsi d'autore», dieci anni di buon vino goduto in compagnia di personaggi di spicco del mondo della finanza, della cultura, dello spettacolo e del jet set internazionale.
L'annuale rassegna d'incontri e degustazioni inizierà giovedì 25 giugno e si concluderà lunedì 29, sfoggiando un calendario fittissimo (dieci eventi in quattro giorni) che è stato presentato, ieri mattina in conferenza stampa, da Maurizio Pulica, presidente della Fondazione Aida; Giovanni Miozzi, presidente della Provincia di Verona (alla sua prima apparizione pubblica) e Luciano Piona, presidente dell'Uvive (Unione dei consorzi vini veneti doc).
«Creare un connubio tra la grande risorsa del vino e la cultura è stata un'idea eccezionale, realizzata da promotori lungimiranti»: Giovanni Miozzi non nasconde la soddisfazione nel descrivere un'iniziativa baciata da un costante successo e in grado di unire le forze di tutte le principali entità regionali: non solo Fondazione Aida e «Veneto. Tra terra e cielo», ma anche la Regione, la Provincia, quattro Comuni, la Confagricoltura, molte importanti cantine vitivinicole, banche e media (tra gli sponsor anche L'Arena e Radio Verona).
Inaugurerà la rassegna giovedì 25 alle ore 21 a Palazzo Verità Poeta, il giornalista, saggista e romanziere Sergio Zavoli, neo eletto presidente della Commissione di Vigilanza della Rai. Modererà la serata l'editore Roberto Armenia. Una chiacchierata al sapore di Lugana e «ripasso», presentati dalla degustatrice Antonella Bampa. Venerdì 26, sempre alle 21, in Piazza Cortile Palazzo a Cologna Veneta, si parlerà di imprese internazionali e di filosofia della storia e della psicologia in un doppio incontro: moderati dal giornalista Ivo Ferrario interverranno prima Bernard Scholz, presidente nazionale della Compagnia delle opere e poi Umberto Galimberti, professore di filosofia e prolifico saggista. Soave e spumante per digerire un evento sia tecnico che riflessivo.
Ancora vino, questa volta non solo assaporato ma narrato assieme ad altri sapori sabato 27, alle 18.30, alla Gran Guardia, con i giornalisti enogastronomici Licia Granello (che cura la rubrica domenicale «Sapori» di Repubblica ed è autrice del libro Mai fragole a dicembre) e Angelo Peretti (collaboratore de L'Arena e delle guide Vini d'Italia e Osterie d'Italia).
Sempre sabato 27, padre Enzo Bianchi sarà intervistato alle 21 da Roberto Armenia. L'evento, che doveva tenersi a Palazzo Verità Poeta è stato spostato alla Gran Guardia, in previsione del numeroso pubblico che il priore della comunità di Bose attira a ogni sua apparizione. Si parlerà di terra, tradizioni e fede, alla luce della pubblicazione del libro di Bianchi Il pane di ieri.
Enologia e giornalismo culturale ancora sabato 27 alle 17 all'agriturismo Casa Pierina di Villafranca con il winemaker Roberto Cipresso e il giornalista Andrea Scalzi (Una porta nel cielo, Ve lo do io Beppe Grillo, Elogio dell'invecchiamento, alla scoperta dei 10 migliori vini italiani).
Ma non è finita: è un poker di eventi quello di sabato 27. La scrittrice Melania Mazzucco, infatti, incontrerà i il pubblico nella quiete dell'azienda agricola Cavalchina, alle 21 (si berranno Valpolicella e rosato).
Domenica alle 11, alla Gran Guardia, Andrea Scanzi farà il bis, questa volta accompagnato dal celebre giornalista e conduttore televisivo Bruno Gambarotta.
Scienza e fashion per la «strana coppia» Piero Angela e Marta Marzotto a Piazza del Porto a Bardolino (domenica, ore 18). In serata, per sensibilizzarsi al mondo della cecità, una «cena al buio» organizzata dall'Unione ciechi e dall'Ais all'agriturismo Corte Italia di Sorgà. Contemporaneamente si parlerà di moda al Villa Quaranta di Ospedaletto di Pescantina con Maria Vittoria Alfonsi, Elio Fiorucci e Beppe Modenese (amarone e ripasso faranno da compendio a pizzi e passerelle).
Dulcis in fundo il giornalista Antonio Calabrò e l'imprenditore Ettore Riello rifletteranno, tra un bicchiere di Soave e uno di Brut, sul mondo delle grandi aziende, lunedì 29 giugno, alle ore 21, nel cortile del centro culturale di San Giovanni Lupatoto.
Dal 25 al 29, in tutta la provincia, si organizzeranno anche passeggiate e biciclettate sui famosi percorsi dei sapori veneti.

Un brindisi col Chiaretto a Malga Novezza

Malga Novezza bassa Il Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese ha festeggiato i 20 anni dell’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggio) a Malga Novezza, sul monte Baldo, brindando con il Bardolino Chiaretto, il vino del lago di Garda.
È stata una giornata dedicata ai formaggi quella del 21 giugno a Malga Novezza, nel Comune di Ferrara di Monte Baldo, dove il Consorzio tutela formaggio Monte Veronese e la delegazione di Verona dell’Onaf hanno proposto attività e degustazioni legate al mondo caseario locale abbinate al vino Bardolino Chiaretto. L’occasione sono stati i festeggiamenti per i vent’anni di attività dell’Onaf, che promuove in tutta Italia il consumo consapevole e la conoscenza del formaggio in tutte le sue sfumature.
Malga Novezza, sito storico dalla forte tradizione casearia, è stata riaperta dopo un lungo periodo di chiusura, grazie alla passione degli operatori che la gestiscono e grazie al Comune di Ferrara di Monte Baldo, alla Comunità montana del Baldo e al Bima, che hanno contribuito alla ristrutturazione.
Il formaggio di punta che si produrrà in questa malga sarà il Monte Veronese di malga, un presidio Slow Food nato nel 2004 per salvaguardare la produzione di latte proveniente dell’alpeggio. Il latte per la produzione di questo formaggio verrà raccolto da quatto stalle del territorio proprio per valorizzare l’economia locale. La Malga Novezza sarà gestita dal caseificio La Casara di Roncà, che ha trovato proprio sul Monte Baldo il luogo ideale per il suo progetto di valorizzazione delle piccole produzioni casearie di nicchia. Il Monte Veronese di malga viene prodotto, in piccolissime quantità, nella provincia di Verona anche dal caseificio Achille di Velo Veronese, dal caseificio Giulia di Sant'Anna d’Alfaedo e dal caseificio Gugole di San Giovanni Ilarione. Per informazioni contattare 045 6113916 oppure info@monteveronese.it.
Nella foto, il brindisi con Bardolino Chiaretto e forma di Monte Veronese: da sinistra, Lorenzo Maggioni, dell’Associazione per la didattica in agricoltura, Paola Giagulli, rappresentante del Consorzio Monte Veronese e Bardolino, Giovanni Roncolato, rappresentante de La Casara, Patrizia Cavuoto, del Associazione Nazionale allevatori Razza Bruna, Filippo Zerman collaboratore de La Casara in malga.

Il 26 giugno a Moniga un brindisi per festeggiare il dietrofront europeo sui rosé

Gardaclassico Pubblichiamo il comunicato stampa del Consorzio Garda Classico sull'iniziativa promossa per la sera del 26 giugno a Moniga del Garda, alla vigilia della rassegna Italia in Rosa: un brindisi per festeggiare la "salvezza" del Chiaretto.
Comunicato Stampa
Il 26 giugno a Moniga del Garda, patria del Chiaretto, un brindisi per festeggiare il dietrofront europeo sui rosé.
Un brindisi per festeggiare la “salvezza” del Chiaretto: la sera di venerdì 26 maggio, alle ore 19.30, a Moniga del Garda, sulla sponda bresciana del lago di Garda, il presidente del Consorzio Garda Classico, Sante Bonomo, il presidente del Consorzio Bardolino, Giorgio Tommasi, e il sindaco della cittadina rivierasca, Lorella Lavo, leveranno i calici in segno di esultanza per il ritiro della proposta europea di consentire la produzione di vini di colore rosa mediante il taglio di vini bianchi e rossi. E dopo il brindisi celebrativo, cena in piazza con gli amministratori locali, abbinando il Chiaretto ai piatti di tre noti ristoranti di Moniga: il Quintessenza, recentemente premiato con la Stella Michelin, Al Porto e El Magher.
La scelta di Moniga ha un forte valore simbolico: è proprio qui che nel 1896 Pompeo Molmenti, senatore, storico e giurista, inventò la “ricetta” del Chiaretto, che oggi è uno dei più celebri rosati tradizionali d’Italia. Realizzato, come tradizione vuole, attraverso la vinificazione “in rosa” (ossia con un brevissimo contatto delle bucce col mosto) di uve rosse.
Proprio a Moniga sabato 27 e domenica 28 giugno sarà possibile assaggiare il Chiaretto del Garda Classico, tratto in prevalenza dalle uve autoctone del Groppello, durante la seconda edizione di Italia in Rosa, la rassegna dei rosé che vede in esposizione ben 260 vini rosati di 210 aziende di tutt’Italia. Ovviamente sarà molto ampio il plotone dei produttori di Chiaretto del Garda Classico, così come quello dei “cugini” del Bardolino Chiaretto, coi quali i vigneron bresciani hanno stretto dallo scorso Vinitaly un’alleanza finalizzata proprio a difendere la tradizione dei Chiaretti gardesani contro l’ipotesi europea di consentire la realizzazione di rosati “da taglio”. Un’alleanza, questa, che ha condotto a significativi risultati: l’ipotesi comunitaria è stata infatti ritirata dall’agenda di lavori della Commissione europea. Comprensibile, quindi, la soddisfazione dei vignaioli gardesani.
Della vicenda comunitaria e della tradizione gardesana del Chiaretto si parlerà la mattina di sabato 27 giugno, alle ore 10, durante “Buongiorno rosato!”, il talk show inaugurale di Italia in Rosa programmato nel parco di Villa Bertanzi, a Moniga del Garda: tra i relatori, rappresentativi praticamente di tutte le regioni italiane, il presidente del Consorzio Garda Classico, Sante Bonomo.
Le degustazioni pubbliche, presso Villa Bertanzi, saranno aperte dalle 17 alle 23, mentre il giorno successivo, domenica, vi sarà un doppio orario di assaggi: dalle 11 alle 14,30 e dalle 17 alle 22. Ticket per la degustazione € 15,00 (per iscritti Ais, Fisar, Slow Food, Onav, GoWine, Enotime € 10)
Per info al pubblico www.gardaclassico.it

Il Chiaretto su Artù

Artù_luglio_articolo Il Chiaretto è protagonista di una pagina di Artù, il trimestrale edito dalla Fiera di Milano.
"La vie en rose" è il titolo del pezzo comparso, in italiano e in inglese, sul numero pubblicato sul numero di luglio del periodico milanese.
"È il colore più cool del 2009, anche nel mondo del beverage" dice in apertura l'articolo.
L'intervento proseguendo dicendo: "I vini rosati continuano a macinare successi a livello mondiale. Prova ne è la performance dei vini rosati tradizionali del lago di Garda, le cui vendite sono cresciute del 40% negli ultimi due anni".
Poi, si cita Drink Pink, l'evento realizzato congiuntamente a Milano, al Westin Palace Hotel, dai Consorzi di tutela del Bardolino e del Garda Classico: "E proprio il veneto Bardolino Chiaretto e il lombardo Garda Classico Chiaretto - si legge nell'intervento pubblicato da Artù - di recente si sono presentati insieme al pubblico milanese in una grande degustazione di rosé gardesani, accompagnati dai piatti di alcuni dei migliori chef del lago.
Il pezzo si conclude ricordano come una notissimo gruppo industriale del settore del beverage abbia lanciato sul mercato un liquore di colore rosa a base di vodka, arance rosse, mango e frutto della passione.


27 giugno: Luciano Piona parla del Bardolino Chiaretto a Italia in Rosa

Luciano_piona Sarà Luciano Piona, patron dell'azienda agricola Cavalchina di Custoza, a parlare del Bardolino Chiaretto sabato 27 giugno durante il talk show di apertura della seconda edizione di Italia in Rosa, la rassegna dedicata ai vini rosati che si tiene a Moniga del Garda, sulla sponda bresciana del Benaco.
La conversazione a più voci sul tema "Benvenuto rosato!" è in programma alle ore 10 presso il parco di villa Bertanzi, sede dell'evento.
Luciano Piona parlerà del Bardolino Chiaretto. Presente fra i relatori anche un altro produttore socio del Consorzio di tutela del Bardolino: è Carlo Nerozzi, titolare dell'azienda agricola Le Vigne di San Pietro di Sommacampagna.
Gli altri interventi saranno affidati per la Liguria: Massimo Lupi, per il Piemonte: Alberto Antoniolo, per la Lombardia: Sante Bonomo, Lucia Barzanò, Carlo Alberto Panont e Lorenzo Zonin, per il Trentino: Fausto Peratoner, per l'Alto Adige: Alessandro Righi, per l'Emilia Romagna: Lodovica Lusenti, per le Marche: Giuliano D’Ignazi e Pasqualino Gabrielli, per la Toscana: Benedetta Contini Bonacossi, per l'Abruzzo: Luigi Cataldi Madonna, per la Puglia: Damiano Calò, per la Sardegna: Paolo Contini. Interverrano inoltre gli importatori Piero Valdiserra e Nicola Sarzi Amadè.

Rosé, Zaia: ha vinto il vino

Zaia_zeni La conclusione della querelle europea relativa ai vini rosati viene commentata sul sito del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.
Di seguito il testo del comunicato del ministro Luca Zaia (nella foto con Elena Zeni durante la recente visita del ministro alle cantine Zeni di Bardolino).
“Ha vinto la tradizione, hanno vinto i produttori, ha vinto la collaborazione fra Italia e Francia, unite a difesa di un vino, il rosato, che non potrà mai essere ottenuto da una semplice miscela”.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestale Luca Zaia commenta così i risultati della riunione del Comitato di gestione che, oggi, ha espresso  il suo parere favorevole alla proposta di Regolamento sulle pratiche enologiche, nella versione in cui non viene consentito di ottenere vino rosé miscelando vino bianco e vino rosso.
Tale versione consegue agli sforzi messi in campo dall’Italia e dalla Francia, per modificare l’approccio iniziale della Commissione Europea, che aveva invece incluso tale possibilità nel regolamento.
Le regole entreranno in vigore dal primo di agosto prossimo e salvaguarderanno in pieno la tradizionale produzione di vino rosé senza esporla alla concorrenza di prodotti ottenuti da una semplice miscela.

Il Chiaretto su HoReCa Magazine

HoReCa_maggio_articolo Si è parlato del Chiaretto sul numero di maggio di HoReCa magazine, testata rivolta ai settori dell'hotellerie, della ristorazione e del catering.
"Il difesa del Chiaretto" è il titolo di un breve articolo, con foto, che ricorda come i Consorzi di tutela del Bardolino e del Chiaretto abbiano agito in forma congiunta in opposizione alla proposta comunitaria di consentire la produzione di vini di colore rosato attraverso la miscela di vini bianchi e rossi (proposta poi ritirata dalla Commissione europea).
Il pezzo ricorda che a Vinitaly i due Consorzi gardesani raccolsero, tramite una petizione, millecinquecento firme di produttori, giornalisti e appassionati contrari al progetto europeo.